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data evento: 14-05-2020

Anche la nostra Fondazione partecipa al Protocollo d’intesa promosso dal Comune di Bologna per sostenere il canone concordato nel mercato degli affitti, per far fronte alla situazione di emergenza Coronavirus.

In continuità e in linea con gli obiettivi del progetto HousINgBo, il laboratorio permanente sulla condizione abitativa studentesca che abbiamo avviato lo scorso anno, è proseguito in questi mesi il nostro impegno per promuovere un pieno riconoscimento della “cittadinanza studentesca” e la centralità degli studenti e delle studentesse universitari nella vita cittadina.

Con il verificarsi della crisi dovuta all’emergenza Coronavirus, è diventato ancora più urgente il tentativo di immaginare un nuovo rapporto tra i vari city users che superi la contrapposizione tra turisti e studenti. Stiamo infatti lavorando per coinvolgere anche gli host (cioè i proprietari di immobili impegnati nella ospitalità turistica), anch’essi pesantemente colpiti dalla crisi, la cui flessibilità nella gestione dell’accoglienza potrebbe risultare oggi fondamentale per gestire le esigenze abitative degli studenti nella situazione eccezionale di erogazione mista della didattica del prossimo anno accademico, ma anche per sperimentare, attraverso piattaforme etiche come FairB&B, un nuovo modello di sviluppo turistico.

Il Protocollo, presentato ieri, 13 maggio 2020, rappresenta quindi un importante risultato raggiunto grazie alla collaborazione di tutti gli attori della città attivi sul tema degli alloggi. A sottoscrivere il Protocollo promosso dal Comune, infatti, sono anche Città metropolitana di Bologna, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini, Apiab-Conia, Feder-Casa, Assocasa, Asppi, Uppi, Aipi Assoproprietari-Confappi, Unioncasa, Appc, Confabitare e l’adesione di Fondazione Ceur e Coop Nuovo Mondo.

L’obiettivo è di incentivare la trasformazione dei contratti di affitto da canone libero a canone concordato, sostenere la riduzione degli affitti per chi ha già un contratto a canone concordato, sostenere gli operatori dell’ospitalità extra alberghiera che vogliano affittare temporaneamente a studenti universitari, lavoratori in mobilità geografica e operatori sanitari.

Attualmente il Comune di Bologna incentiva i contratti a canone concordato attraverso un’agevolazione IMU per i proprietari immobiliari (aliquota allo 0,76% anziché 1,06%). I contratti di affitto che utilizzano il canone concordato in città sono circa 32 mila.

Nel Protocollo si prevedono ulteriori incentivi per sostenere gli affitti agevolati per:

  • chi trasformerà il contratto da canone libero a canone concordato,
  • chi ridurrà il canone concordato già in essere
  • chi vorrà affittare in via transitoria a studenti universitari, lavoratori in mobilità geografica e operatori sanitari, pur mantenendo come attività prevalente quella dell’ospitalità extra alberghiera.

Il Comune ha già messo a disposizione incentivi ai locatori per un milione di euro. L’obiettivo è sostenere affittuari che hanno un reddito medio basso e che sono stati colpiti nella capacità economica dalle misure di contenimento dell’emergenza coronavirus. In questo campo rientrano famiglie, lavoratori e anche studenti fuori sede a basso reddito e meritevoli secondo i criteri stabiliti dall’Azienda Regionale per il diritto allo studio ER.GO o il cui reddito familiare abbia subito sensibili riduzioni.

Nel protocollo tutti i firmatari assumono degli impegni per raggiungere gli obiettivi.
Nostro compito sarà concorrere allo studio e all’analisi dei dati di supporto per lo sviluppo delle azioni, ma anche diffondere tra i cittadini e le cittadine le misure del Protocollo, nell’ambito del Laboratorio permanente sulla condizione abitativa studentesca HousINgBo.

Per saperne di più
Leggi il Protocollo